Spicca subito la torre colombaia, un tempo brulicante di vita, oggi silenziosa. Le decorazioni geometriche e quel tocco di blu sul cornicione indicano che chi l’ha costruita aveva gusto e voleva mostrare la propria ricchezza. Il contrasto tra il rosso "sangue di bue" dei piani alti e il grigio della pietra al piano terra segna il confine netto tra chi lavorava la terra e chi la possedeva.
Non è un caso. In passato, in molte zone del Sud, il blu veniva usato sui cornicioni perché si credeva che tenesse lontane le mosche e gli insetti (o per motivi apotropaici, cioè per scacciare il malocchio). In questo caso, essendo una colombaia, serviva a dare un tocco di eleganza estrema, distinguendo la masseria dalle stalle comuni.
Sotto la fascia blu vedi quei piccoli triangoli in rilievo?
Funzione: Oltre a essere l'ingresso per i volatili, quelle sporgenze servivano a impedire ai predatori (come i serpenti o i ratti) di arrampicarsi lungo il muro e arrivare alle uova o ai piccoli dei colombi. È un sistema di difesa biologica ingegnoso.
La tecnica del "Finto Bugnato"
Se guardi gli angoli dell'edificio, vedi che sono bianchi e sembrano fatti di grossi blocchi di pietra squadrata.
Dettaglio tecnico: Spesso non era vera pietra, ma intonaco lavorato per sembrare tale (finto bugnato). Serviva a dare alla masseria un aspetto militare e solido, come se fosse un piccolo forte. Questo serviva a scoraggiare i malintenzionati o i briganti, molto comuni nelle campagne lucane dell'800.
C'è un balcone che sporge più degli altri sul lato rosso.
Funzione Sociale: Da quel balcone il proprietario (il "Don") sorvegliava il lavoro nei campi senza scendere in cortile. Era un punto di osservazione privilegiato sulla Valle dell'Agri. La ringhiera in ferro battuto, sebbene arrugginita, mostra una lavorazione artigianale che suggerisce una costruzione di fine '800, quando il ferro industriale iniziò a diffondersi anche nei comuni più piccoli.


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