Urbex Taxi

Melito Irpino Vecchia: Il Borgo Fantasma tra Storia, Miti e Cinema prov Av

Melito Irpino Vecchia borgo fantasma: rovine della Chiesa Madre medievale con il campanile. Unica struttura rimasta in piedi insieme al castello.

Dal nostro archivio storico, oggi vi portiamo alla scoperta di Melito Vecchia, una delle ghost town più suggestive dell’Irpinia. Situato su un’altura che domina la valle dell'Ufita, questo borgo sembra sospeso nel tempo, testimone silenzioso di una storia tanto affascinante quanto travagliata.

Una storia segnata dal destino

Melito Vecchia è stata definitivamente abbandonata nel 1962, a seguito del violento terremoto dell'Irpinia del 21 agosto. Tuttavia, la sfortuna di questo luogo ha radici ben più profonde. Il borgo ha attraversato secoli di avversità: dalle terribili pestilenze (come quella del 1656) alle alluvioni devastanti del torrente Ufita, che distrussero i numerosi mulini ad acqua che un tempo rappresentavano il cuore pulsante dell'economia locale. Si narra persino di una biblica invasione di cavallette che, in passato, mise in ginocchio i raccolti, condannando la popolazione alla carestia.

Cosa resta oggi: Il Castello e la Chiesa Madre

Passeggiando tra le rovine avvolte dalla vegetazione, spiccano i due giganti feriti del borgo:

  • Il Castello Medievale: Risalente con probabilità all’XI secolo (intorno al 1062), fu baluardo difensivo e residenza nobiliare.

  • La Chiesa Madre di Sant’Egidio: Nonostante i crolli, conserva ancora la maestosità di un tempo, con la facciata che reca iscrizioni storiche dedicate alla pace dopo la Grande Guerra. 

La Leggenda della Dama Bianca: Porzia Firmiani il fantasma di Melito Irpina 

Ogni borgo fantasma ha il suo segreto, e Melito non fa eccezione. La leggenda narra dello spirito di Porzia, la bellissima e spietata Marchesa che abitò il castello. Si dice che Porzia praticasse arti oscure e stregoneria tra le mura della fortezza. Scoperta dal marito in un atto di adulterio, fu rinchiusa per punizione nella torre più alta e lì trovò la morte. Da allora, nelle notti di luna o tra le nebbie dell’Ufita, molti giurano di aver visto la sua sagoma bianca vagare senza pace tra le pietre del castello.

Melito sul Grande Schermo: "La Pelle"

Nonostante il suo stato di abbandono, la bellezza decadente di Melito Vecchia non è sfuggita ai grandi maestri del cinema. Nel 1981, la regista Liliana Cavani scelse proprio i vicoli di questo borgo per girare scene cruciali del film "La Pelle", tratto dall'omonimo romanzo di Curzio Malaparte. Il set ospitò icone del cinema mondiale come Marcello Mastroianni, Burt Lancaster e Claudia Cardinale, immortalando per sempre l'atmosfera spettrale e autentica di questo luogo unico.

Melito Vecchia sorge su uno sperone di roccia sedimentaria (arenaria e argilla) che è intrinsecamente instabile. A differenza dei borghi costruiti su roccia viva, il terreno qui ha subito continui smottamenti. Molte case popolari, costruite con materiali meno nobili rispetto al castello o alla chiesa, sono semplicemente scivolate a valle o sono crollate su se stesse, venendo poi ricoperte dalla vegetazione che oggi vedi intorno alle strutture principali.

Dopo il terremoto del 1962 e i precedenti eventi sismici (come quello del 1930), molte case vennero dichiarate inagibili. Gli abitanti, durante la costruzione della Melito Nuova (quella che vedi oggi a valle), hanno spesso "cannibalizzato" le vecchie abitazioni.

Pietre, portali, tegole e travi venivano recuperati dalle case di famiglia per essere riutilizzati nelle nuove costruzioni o per riparare stalle altrove.

Il castello e la chiesa, essendo di proprietà monumentale o ecclesiastica, non potevano essere toccati, restando così come "scheletri" isolati.

Il borgo originario non era immenso; era un classico abitato accentrato tipico del medioevo campano. Le case erano addossate l'una all'altra per farsi forza e protezione a vicenda. Quando una è crollata, ha trascinato con sé le vicine (effetto domino), lasciando il castello isolato sulla sommità come un guardiano senza più nessuno da proteggere

Curiosità: Se esplori i dintorni della chiesa, potresti ancora scorgere i resti dei gradini delle vecchie stradine (i "vichi") che si inerpicavano verso la rocca, ora trasformati in sentieri di terra e detriti.




torre del campanile chiesa del borgo abbandonato di melito vecchio

interno chiesa di melito irpino vecchio

Resti del Castello Medievale di Melito Irpino Vecchia (XI secolo), con la torre di avvistamento in pietra che domina la valle dell'Ufita.

Veduta panoramica delle mura del castello normanno nel borgo fantasma di Melito Vecchia

La Chiesa Madre di Melito Vecchia al crepuscolo: un monito di pietra che resiste al tempo

Rovine della Chiesa Madre di Sant'Egidio a Melito Irpino Vecchia, facciata in pietra con scritte storiche e cielo al tramonto