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La Palazzina del Senatore Farina a Eboli (Sa)

Vista della Palazzina Farina in Via Fiocche a Eboli: architettura intatta nonostante l'abbandono

Immaginate di percorrere la strada che da Eboli taglia verso l'interno, dove la terra è ricca e il verde non finisce mai. All'improvviso, tra i canali di irrigazione e i campi, spunta lei. Non è una casa colonica qualunque. È una struttura che parla di un'epoca in cui l'agricoltura era potere, visione e stile.

L'Architettura: La palazzina si distingue per le sue linee pulite, tipiche del gusto liberty e neoclassico adattato alla campagna. Caratterizzata da una simmetria perfetta, spesso con torrette o terrazze panoramiche che servivano ai proprietari per sorvegliare il lavoro nei campi a 360 gradi.

Il Senatore Farina e la Bonifica: Questa zona è legata a doppio filo alla famiglia Farina. Furono loro i pionieri della trasformazione della Piana da palude malarica a "California del Sud". La palazzina di Via Fiocche rappresenta il quartier generale di questa epopea: una residenza che era anche centro direzionale di un impero agricolo.

Lo Splendore Perduto: Entrare (idealmente) in questi spazi significa immaginare pavimenti in graniglia, soffitti alti e ampie finestre progettate per far entrare la luce dorata del Sele. Era il simbolo di una nobiltà che non viveva solo nei palazzi di città, ma che sporcava i propri stivali nella terra più fertile d'Europa.
Non ci fu un solo Mattia Farina, ma due (nonno e nipote), entrambi giganti della storia salernitana. La palazzina di Via Fiocche è legata indissolubilmente alla figura di Mattia Farina (il nipote, 1879–1961).

 Avvocato, deputato e poi Senatore del Regno dal 1929. Non era un politico "da salotto", ma un uomo d'azione profondamente radicato nel territorio.
È stato il Presidente del Consorzio di Bonifica del Sele. È merito suo e della sua visione se quella zona di Eboli, un tempo invasa dalla malaria e dalle paludi, è diventata la patria della bufala e delle coltivazioni d'eccellenza.
Fu anche presidente della Scuola Agraria di Eboli. Per lui, la terra non era solo possesso, ma scienza e progresso.
Presumibilmente ,  inverosimilmente essendo un bene di interesse storico legato alla bonifica, non può essere abbattuta o stravolta. Questo l'ha salvata dalle speculazioni edilizie degli anni '80, lasciandola però in un limbo: troppo costosa da gestire per un privato, troppo "ingombrante" per lo Stato.




Palazzina Senatore Mattia Farina a Eboli in mezzo ai campi coltivati della piana del Sele

architettura rurale del Novecento in ottimo stato conservativo, con linee neoclassiche e intonaco chiaro.