Come Funzionava: La Tecnologia della "Ritrecine"
A differenza dei grandi mulini di pianura con le spettacolari ruote verticali, il mulino di Sessa Cilento adottava la ruota orizzontale (detta anche ritrecine). Questa scelta non era casuale, ma dettata dalla conformazione del territorio:
La Captazione: L'acqua veniva deviata dal fiume attraverso una "fiumara" e convogliata in un canale (la doccia).
La Caduta: L'acqua precipitava in una torre cilindrica o un condotto stretto, aumentando la pressione.
L'Impatto: Il getto colpiva le pale in legno della ruota orizzontale, posta nella parte inferiore del mulino (il carcerario).
La Trasmissione Diretta: La ruota orizzontale era collegata direttamente alla macina superiore tramite un asse verticale. Niente ingranaggi complessi: un sistema semplice, robusto e perfetto per i flussi d'acqua irregolari dei torrenti.
Ce ne sono altri in zona?
Assolutamente sì. Il Cilento è una terra di mulini a ruota orizzontale. Se ti appassiona il genere, ecco dove trovi i "fratelli" di quelli di Sessa:
Mulini di Valle dell'Angelo: Sulle sponde del fiume Calore, sono tra i meglio conservati e molto simili tecnicamente.
Mulini di Felitto: Vicino alle famose Gole, dove l'architettura idraulica è imponente.
Mulini di Magliano Vetere: Altri esempi perfetti di "ritrecine" (ruota orizzontale).
Mulini di Rofrano: In una zona ricchissima d'acqua dove il sistema era fondamentale per la sussistenza.





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