Urbex Taxi

Masseria abbandonata in agro di Montemilone prov PZ

Una panoramica ravvicinata e ultra-dettagliata dell'antica Masseria Dismessa a Montemilone

C'è una forma di bellezza che fiorisce solo nel cuore dell'abbandono. Non è la bellezza sfacciata dei monumenti restaurati, ma una bellezza sussurrata, fatta di intonaci scrostati, ferri arrugginiti e natura che si riappropria dei suoi spazi. È la poesia Urbex!

Partiti alla volta di Montemilone, l'obiettivo era la storica Masseria di Quinto, un luogo che nel 1861 fu teatro dell'Eccidio di Montemilone, un episodio cruciale e cruento del brigantaggio post-unitario in Basilicata. Volevamo documentare la masseria e il famigerato Pozzo dei Briganti, dove i corpi dei combattenti caduti nell'agguato teso dal comandante sabaudo Giuseppe D'Errico furono gettati per disprezzo.

Ma la Basilicata è una terra che stupisce di continuo, anche quando meno te lo aspetti.

Amo le strade dimenticate, strette, sterrate e desolate. Ecco perché nelle mie uscite uso un fuoristrada, per essere pronto a tutto e poter utilizzare anche le tracce a malapena visibili. Il navigatore, quasi sapendo questa mia passione, ci ha spersi in mezzo al nulla rurale. Invece di condurci all'itinerario comodo previsto, ci ha guidati su una stradina a malapena tracciata, circondati dal silenzio dei campi.

Ed è stato allora che, d'un tratto, come un'oasi all'orizzonte, è apparsa questa bellissima Masseria Dismessa nel Cuore di Montemilone.

Arrivando al cospetto di questo colosso, la prima domanda che sorge spontanea è: perché qui, in mezzo al nulla? L ipotesi che abbiamo formulato in base alle notizie , e' che negli  anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale. L'Italia era un paese devastato, e il Mezzogiorno, in particolare, era segnato da latifondi improduttivi e da una profonda ingiustizia sociale. Nel 1950, lo Stato italiano varò la Riforma Agraria (spesso identificata con la più ampia Riforma Fondiaria), un insieme di leggi per espropriare i grandi latifondi e redistribuire la terra ai contadini in piccoli poderi autonomi, organizzati in cooperative.

Questa masseria probabilmente  fu concepita proprio in questo contesto, tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60, come un perno logistico e sociale monumentale. La struttura fu costruita per centralizzare la gestione dei conferimenti e la vita sociale della neonata comunità rurale

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La struttura è imponente, un grande complesso rurale dismesso

Tutta la facciata è ritmata da file di finestre quadrate