Dimenticate i soliti sentieri turistici. Oggi vi porto dove il silenzio ha un peso specifico e l'aria profuma ancora di grasso per armi e terra bagnata. Parliamo di Mandranello, un’ex polveriera che è praticamente una città fantasma mimetizzata nel Vallo di Diano.
Fondata nel 1895, questa zona è stata il caveau dei botti pesanti dell'Esercito. Per decenni è stata una zona off-limits, protetta da garitte e sentinelle armate. Camminare qui oggi dà i brividi: è come se qualcuno avesse premuto il tasto "pausa" nel 1995 e se ne fosse andato lasciando che la natura iniziasse il suo banchetto.
Non è solo un capannone vuoto. Mandranello è un organismo complesso composto da circa 80 strutture che sembrano uscite dal set di un film post-apocalittico:
Bunker-Caveau: 68 depositi dove venivano stoccati bossoli ed esplosivi. Piccoli, massicci, pronti a contenere la furia del fuoco.
L’Opificio di Brillamento: Il posto dove le cose facevano letteralmente BOOM. È il cuore tecnico, oggi una cattedrale di cemento e muschio. Nelle foto lo riconoscete dal tunnel cosparso di muschio che porta ad una stanza senza niente solo con 2 tubi.
Vita da Soldato: Tra gli alloggi scrostati e le cucine mangiate dalla ruggine, si riescono ancora a immaginare le lunghe ore di guardia, le partite di pallone nel mini-campo e le serate passate davanti alla TV nello spaccio, cercando di dimenticare il rigore della divisa.
La cosa che mi ha fatto impazzire fotograficamente? Il contrasto violento. Il grigio brutale del cemento armato sta venendo letteralmente "digerito" dai Monti della Maddalena. In autunno, il rosso delle foglie sembra colare giù dai tetti come vernice fresca, mentre il verde elettrico dei muschi riveste le mura comando.
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