Tra il 1960 e il 1963, l'Italia ospitò il sistema di missili balistici a medio raggio PGM-19 Jupiter. La base di Tolve (ufficialmente il Sito 6) faceva parte di una rete di 10 basi disseminate tra Puglia e Basilicata, coordinate dalla base madre di Gioia del Colle.
Il loro scopo? Deterrenza nucleare. Ogni missile era puntato verso obiettivi strategici in Unione Sovietica e nei paesi del Patto di Varsavia. Se la Guerra Fredda fosse diventata "calda", il comando di lancio sarebbe partito proprio da qui.
All'epoca, il sito era un concentrato di tecnologia militare:
I Missili: Enormi vettori alti 18 metri, pronti al lancio in circa 15 minuti.
Le "Tende" (Petal Shelters): Grandi coperture metalliche che si aprivano come petali di un fiore per permettere al missile di essere eretto e lanciato.
La Torre di Guardia: Ancora visibile oggi, serviva a sorvegliare il perimetro contro intrusioni o sabotaggi.
Bunker e Alloggi: Strutture interrate per i tecnici dell'Aeronautica Militare Italiana e supervisori americani.
Oggi, camminando tra i ruderi della vecchia torre e le vecchie strade di cemento, lo scenario è cambiato radicalmente:
Parco Fotovoltaico: Dove un tempo c'erano testate nucleari, oggi ci sono distese di pannelli solari che catturano l'energia del sole lucano. Un paradosso affascinante: da luogo di potenziale distruzione a fonte di energia pulita.
Pascoli e Natura: Le mucche e le pecore ora pascolano liberamente tra le vecchie piazzole di lancio.
Archeologia Industriale: Resta la torre di guardia, spogliata di tutto, che svetta come un monito silenzioso su un panorama mozzafiato fatto di pale eoliche e colline dorate.



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