Hai mai desiderato viaggiare nel tempo? Esiste un luogo, a pochi passi da noi, dove il sacro incontra la roccia e il silenzio racconta storie millenarie.
Oggi ti portiamo dentro la Grotta di San Michele Arcangelo, una delle perle rupestri più incredibili della Campania. Guardare in alto significa perdersi tra affreschi medievali che sembrano fluttuare nell'oscurità, mentre l'imponenza della roccia ti avvolge in un abbraccio ancestrale
La grotta si trova ad Avella (AV), in Irpinia, situata lungo le pendici del monte che sovrasta il centro abitato, in una posizione panoramica che domina la valle del Clanio. È parte integrante del Parco Regionale del Partenio.
Non è un'opera costruita da zero, ma una cavità naturale modellata nel calcare. Tuttavia, l'intervento umano l'ha trasformata in un santuario:
Origini Preistoriche: Era frequentata già in epoca antichissima come riparo.
Epoca Longobarda: Furono i Longobardi (molto devoti al culto di San Michele Arcangelo) a trasformarla in un luogo di culto rupestre tra l'VIII e il IX secolo.
Gli Affreschi: I dipinti che vedi sulle pareti risalgono a diverse epoche (principalmente tra il X e il XII secolo), realizzati da maestranze locali influenzate dall'arte bizantina.
La grotta è imponente. Si sviluppa in diverse sale e livelli:
L'ambiente principale è vasto e presenta un soffitto molto alto che dà un senso di grande solennità.
All'interno si trovano diversi altari e una serie di ambienti comunicanti che si addentrano nella montagna per decine di metri.
Chi ci "stava"?
Eremiti: Per secoli è stata meta di monaci ed eremiti che cercavano isolamento e preghiera nel silenzio della roccia.
Pellegrini: Fin dal Medioevo, era una tappa fondamentale per i pellegrini che percorrevano la "Via Micaelica" (il cammino dedicato all'Arcangelo Michele).









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