"Si dice che per anni nessuno in Europa sia riuscito a costruire un arco così alto. Ecco perché il Ponte di Sacco è un miracolo dell'ingegneria che il mondo ci invidia."
Ti sei mai chiesto cosa si prova a guardare giù da 170 metri d'altezza? Benvenuti sul Ponte di Sacco, uno dei capolavori più vertiginosi e affascinanti d’Italia (e non solo). Situato nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, questo colosso di cemento sfida la gravità unendo i comuni di Sacco e Roscigno.
Non è solo una strada, è un'esperienza da brivido sospesa tra le rocce e il cielo. Se ami l'ingegneria o i panorami che tolgono il fiato, questo è un posto che devi assolutamente vedere (se non soffri di vertigini!).
il Ponte di Sacco (noto anche come Ponte sul Sammaro) è stato progettato da un altro grande protagonista dell'ingegneria italiana: Giulio Krall ,progetto realizzato per l'impresa Ferrobeton Silm.
Anno di completamento: 1969 (i lavori iniziarono nel 1968).
È alto circa 170 metri dal fondo della gola del torrente Sammaro
È un ponte ad arco unico (singola arcata)
L'arcata principale ha una luce di circa 111 metri.
L'impalcato complessivo è lungo circa 150 metri.
Il Record: Al momento della sua inaugurazione era effettivamente tra i ponti a singola arcata più alti d'Europa. Resta tuttora un'opera incredibile perché l'arco fu costruito con una tecnica audace per l'epoca, utilizzando una passerella di legno sospesa a un'altezza vertiginosa per permettere agli operai di lavorare.
Anche se oggi esistono ponti moderni più alti (come il Viadotto di Millau in Francia, che però è un ponte strallato a più pilastri), il Ponte di Sacco resta tra i primissimi in Europa per quanto riguarda i ponti ad arco singolo in cemento armato costruiti in una gola così stretta e profonda. È un record di "audacia progettuale".
La costruzione fu interrotta più volte a causa della natura geologica delle rocce (faglie e fratture) che richiesero fondazioni molto più profonde e costose del previsto.
Per costruire l'arco, non vennero usati i moderni carroponti. Fu realizzata una centina (un'impalcatura provvisoria) in legno e acciaio altissima. Gli operai dell'epoca lavoravano sospesi nel vuoto con protezioni minime rispetto agli standard di oggi; molti erano abitanti del posto che affrontavano il "mostro di cemento" con un coraggio fuori dal comune.
Proprio sotto il ponte, nel fondo della gola, si trovano le Sorgenti del Sammaro. È un luogo magico, un canyon dove l'acqua sgorga limpidissima e gelida tra rocce modellate dal tempo. Molti turisti vedono il ponte dall'alto, ma pochi sanno che si può scendere (con un sentiero trekking) per guardare la struttura dal basso: da lì l'arco sembra toccare le nuvole.
Prima del 1969, Sacco e i paesi limitrofi erano quasi isolati. Per raggiungere i centri vicini bisognava percorrere ore di mulattiere o strade tortuose che scendevano fino al fiume e risalivano. Il ponte di Giulio Krall fu visto come il simbolo della modernità che finalmente arrivava in una delle zone più selvagge della Campania.





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