Il vero salto di stile avvenne nel secolo successivo grazie a Teodoro Preziosi. Fu lui a domare il bosco creando il giardino e ad ampliare la dimora. L'intervento più curioso? Il cortile tondo e l'ingrandimento della scala principale.
Sebbene l'architetto sia rimasto anonimo, i dettagli parlano chiaro: lo stile richiama le opere del celebre Domenico Antonio Vaccaro. Se osservate l'oculo sopra il cancello del cortile, potrete scorgere la stessa maestria presente nel Convento di Loreto a Monte vergine o nelle celebri Ville Vesuviane.
L'Ambasciatore Gabriele Preziosi donò alla Villa il suo segno distintivo: la Torre. Appassionato di architettura internazionale, la fece costruire copiando il prototipo di una torre di una villa di campagna inglese, creando un mix unico tra stile mediterraneo e suggestioni anglosassoni




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