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L'albero-bunker lucano: Entra nel tronco dove si nascondevano i Briganti! in prov di PZ

Albero secolare scavato dai briganti in Contrada Casalini a Laurenzana, simbolo di resistenza storica

In Contrada Casalini, nel territorio di Laurenzana, svetta un monumento vivente che sfida le leggi della botanica e della storia. Non è solo un albero monumentale, ma una vera e propria postazione militare naturale: un abete bianco il cui tronco fu scavato nel profondo per servire da rifugio e fortino ai briganti lucani.

L'importanza di questo albero non risiede solo nella sua mole, ma nella sua funzione durante gli anni del brigantaggio post-unitario. Situato in una posizione dominante, fu scelto dai ribelli locali come osservatorio e base d'attacco contro le truppe piemontesi.

  • Lo scavo: Il cuore dell'albero fu svuotato artificialmente per creare una cella capace di contenere più uomini contemporaneamente. Da questo spazio protetto, i briganti potevano sorvegliare i movimenti dei soldati nella valle e preparare imboscate rapide.

  • Resistenza prodigiosa: La vera particolarità, che stupisce botanici e visitatori, è che nonostante questo intervento invasivo e brutale al suo interno, l'abete è rimasto vivo e vegeto. Ha continuato a crescere e a germogliare per oltre un secolo, diventando il simbolo della resilienza del popolo lucano e della sua terra.

  • Altezza: Non sono dati certi ma piu o meno l'esemplare svetta per oltre 25-30 metri, emergendo con vigore sopra il piano della vegetazione circostante.

  • Circonferenza del Tronco: Alla base, il tronco è massiccio, con un diametro che supera i 1,5 - 2 metri, misura necessaria per aver permesso lo scavo di una cavità abitabile senza compromettere la stabilità strutturale.

  • Capacità del Covo: Lo spazio interno, svuotato manualmente dai briganti, è talmente ampio da poter ospitare 3 o 4 persone adulte contemporaneamente, rendendolo una vera e propria stanza blindata nel legno.

  • Stato di Salute: Nonostante il "cuore" dell'albero (il durame) sia stato rimosso, l'albero continua a nutrirsi tramite l'alburno (la parte più esterna sotto la corteccia), mantenendo una chioma verde e rigogliosa ancora oggi.

  • Età stimata: Si stima che l'albero abbia tra i 180 e i 220 anni, collocando la sua "giovinezza" proprio nel pieno dei moti del brigantaggio lucano.

Con le stesse parti dell albero fu ricavata anche una porticina che vedete in foto che essi richiudevano una volta entrati e quindi restavano perfettamente mimetizzati er era impossibile scoprirli.
 

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L'imponente tronco dell'abete di Laurenzana: nonostante sia stato svuotato all'interno per ospitare i briganti, l'albero continua a vivere

interno dell albero