C’è un punto, nelle campagne di Sala Consilina (SA), dove il tempo sembra essersi fermato per riprendere fiato. Camminando lungo l’antica via che conduce al Battistero Paleocristiano in località Fonti, ci si imbatte nei resti della Chiesa di Santa Maria dell’Ulivo (o dell’Oliva).
Non è solo un cumulo di pietre. È ciò che resta di un’epoca in cui questa zona era il cuore pulsante della spiritualità rurale, punteggiata da monasteri e cappelle.
Un po' di storia (per chi ama scavare nel passato): Le prime tracce documentate risalgono al XV secolo. Lo storico Costantino Gatta, nel 1732, descriveva questo luogo come un "insigne Tempio consacrato alla Vergine, antica Badia dei monaci cassinesi", passata poi sotto la giurisdizione dei Cavalieri di Malta.
Poco lontano, i resti del Monastero di S. Angelo in Fonti (ordine di San Bernardo) ci ricordano che qui sorgeva un intero villaggio, oggi scomparso nel nulla.
Nessuno sa con certezza come e perché questo centro vitale sia stato desolato. Oggi restano solo pareti scrostate, archi che sfidano la gravità e una natura selvaggia che riprende i suoi spazi, avvolgendo l'antico "Tempio dell'Oliva" in un abbraccio verde.
Esplorarlo significa ascoltare il vento che passa tra i ruderi e immaginare i canti dei monaci o il passaggio dei pellegrini diretti alle Fonti. Un luogo perfetto per chi cerca la bellezza nell'abbandono.
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