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Il Cuore Nascosto del Vulture: La Villa Romana di Torre degli Embrici prov Pz

Scorcio architettonico di Torre degli Embrici a Rionero con grandangolo

A pochi chilometri dal centro di Rionero in Vulture, immerso in un paesaggio di uliveti e vigneti, si nasconde uno dei segreti meglio conservati della Basilicata: il complesso archeologico di Torre degli Embrici.

Nonostante il nome richiami una struttura militare, ci troviamo di fronte a una maestosa villa romana di età imperiale, un centro produttivo e residenziale che ha attraversato i secoli (dal II a.C. fino all'epoca tardo-antica e medievale). Il sito prende il nome dalla massiccia presenza di frammenti di embrici (tegole romane) ritrovati nell'area, che testimoniano l'ampiezza delle antiche coperture.

Torre degli Embrici non era solo una dimora di lusso. Era il fulcro di un’azienda agricola romana d'eccellenza:

Produzione di Olio e Vino: Sono stati rinvenuti impianti per la premitura, a conferma che il Vulture era terra di eccellenze gastronomiche già 2000 anni fa.

Terme Private: La villa era dotata di un complesso termale con ambienti riscaldati (suspensurae), segno della ricchezza dei proprietari.

Luogo di Culto: Gli scavi hanno riportato alla luce un'area sacra dedicata a una divinità (probabilmente legata alle acque), arricchita da mosaici e decorazioni raffinate.

Oggi il sito appare come un luogo magico dove la natura sta lentamente riabbracciando la pietra antica. Le pareti che ancora sfidano il tempo offrono uno scorcio unico sulla vita quotidiana dei nostri antenati romani in Lucania, lontano dai classici circuiti turistici.

Il termine embrici deriva dal latino imbrex (plurale imbrices), che indica i tegoli in terracotta utilizzati dai Romani per coprire i tetti.

Perché questo nome? Per secoli, i contadini della zona di Rionero, arando i campi intorno ai ruderi, hanno continuato a portare in superficie una quantità enorme di frammenti di tegole antiche e mattoni romani.

Vedere tutti quei pezzi di terracotta (gli embrici, appunto) sparsi ovunque ha fatto sì che la località venisse identificata proprio con quel materiale.

Qui c'è il tocco di ironia della storia: non è mai stata una torre.

Si chiama così perché i resti della villa romana (in particolare alcuni ambienti con i soffitti ancora parzialmente voltati o pareti molto alte) svettavano isolati tra la vegetazione.

Visti da lontano, questi tronconi di mura massicce sembravano i resti di una fortificazione o di una torre di avvistamento medievale. Il popolo ha quindi unito l'aspetto visivo (Torre) al materiale che affiorava dal suolo (Embrici).

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Interno dei resti della villa romana di Torre degli Embrici

Rovine romane della villa agricola Torre degli Embrici nel Vulture

Veduta prospettica interna di un ambiente di Torre degli Embrici con contrasto tra l'ombra delle rovine

Panoramica del complesso di Torre degli Embrici a Rionero in Vulture

paesaggio agricolo che circonda il sito di Torre degli Embrici,

Dettaglio di un arco in pietra parzialmente crollato all'interno del complesso archeologico di Torre degli Embrici.

focus sulla trama irregolare della pietra antica