Questo complesso ormai purtroppo ridotto a rudere, nacque nel 1537 come un ex-voto monumentale. Mentre la peste nera divorava l’antica Volcei, il popolo di Buccino fece una promessa alla Madonna. La peste cessò e, su quello sperone di roccia che guarda la valle, sorse questo gigante di pietra.
Molto prima che la terra tremasse, che ha dato il colpo di grazia finale alla struttura, il Convento era già diventato un guscio. Le celle dei monaci, nate per la preghiera dopo la peste del 1537, si stavano svuotando già nel dopoguerra. Mentre i libri dicono "inagibile dal 1980", la memoria storica locale racconta di infiltrazioni mai riparate, di stanze chiuse a chiave per anni e di un lento scivolare verso l'oblio.
Quei tronchi di legno che vedi marcire tra gli archi sono la prova del "provvisorio italiano". Messi lì per un'emergenza di 46 anni fa, ora sono parte integrante della rovina. Senza di essi, il convento verrebbe giù; con essi, sembra una creatura ferita sotto flebo.
Sotto le macerie del 1980, si avverte un vuoto più antico. Le arcate rinascimentali, costruite con la pietra della Volcei romana, sembrano sorreggere non solo il tetto, ma il peso di una solitudine che dura da quasi un secolo.
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