
Sulla sommità di una collina battuta dal vento, tra le pieghe dorate del territorio di Ariano Irpino, sorge un gigante di pietra che resiste al tempo: la Masseria La Sprinia. Non è solo un rudere, ma un monumento alla civiltà contadina irpina, un luogo dove l'architettura si fonde con il paesaggio.
Il nome La Sprinia (o Sperinia) probabilmente ha radici antiche e affascinanti. Sebbene non vi sia una certezza assoluta, gli studiosi locali suggeriscono due direzioni:
Origine Longobarda: Potrebbe derivare da un nome proprio di origine germanica, molto comune nell'area del ducato di Benevento.
Natura Aspra: Una radice dialettale legata al termine "aspro" o "spina", riferendosi alla vegetazione selvatica e resistente che circonda queste alture irpine.
Ovviamente queste sono mie ipotesi azzardate, da ricerche online non e' detto che sia cosi'
Costruita probabilmente in base al suo aspetto, tra il XVIII e il XIX secolo, la Masseria La Sprinia è un esempio perfetto di azienda agricola fortificata.
Le Arcate: Il cuore della struttura sono i grandi archi a tutto sesto in pietra locale, che servivano come ingressi per i carri e per il ricovero del bestiame.
Pietra e Mattone: La muratura "a sacco", con pietre calcaree irregolari e rinforzi in mattoni pieni, garantiva frescura d'estate e isolamento termico d'inverno.
La Funzione: Era una struttura autosufficiente. Al piano terra si trovavano le stalle e i depositi per il grano (l'oro di Ariano); al piano superiore risiedeva la famiglia del massaro, con una visuale strategica su tutta la proprietà .
Oggi, con le sue finestre che incorniciano il cielo e la sua sagoma che si staglia contro i colori pastello del tramonto, La Sprinia ci ricorda l'importanza delle nostre radici. È un luogo magico per chi ama la fotografia e la storia, un punto dove il silenzio parla più di mille racconti.






Social Plugin