Questa struttura ha le sembianze di una casa colonale della Riforma Fondiaria o di un presidio agricolo edificato tra la fine degli anni '20 e l'inizio degli anni '50. In quel periodo, la Basilicata fu oggetto di grandi trasformazioni agricole: si costruivano case isolate per permettere ai contadini di vivere direttamente sulla terra che lavoravano, lontano dai grandi centri abitati.
È costruita in tufo o calcarenite, tipica della zona materana e del potentino. La pietra a vista, squadrata grossolanamente, serviva a mantenere la casa fresca d'estate e calda d'inverno.
È un'architettura razionalista e povera. Le cornici in mattoni rossi intorno alle finestre e alle porte non erano solo decorative, ma servivano a rinforzare i punti strutturali più deboli.
Le piccole piastre metalliche a forma di "X" che vedi sui muri sono chiavi di catena (tiranti), usate per tenere insieme le mura dopo i terremoti o i cedimenti del terreno argilloso lucano.
La Villetta Principale: Era probabilmente la casa del fattore o del proprietario terriero. Il balcone con le balaustre in cemento (che vedi nella prima foto) indica uno status sociale superiore rispetto a una semplice stalla; era il luogo da cui si sorvegliava il lavoro nei campi.
L'altro edificio (quello col cipresso): Molto probabilmente era una piccola cappella privata o un magazzino padronale. La presenza del cipresso accanto non è casuale: nell'architettura rurale del sud, il cipresso indicava l'accoglienza o un luogo sacro. Se era una chiesa, serviva per le messe domenicali dei braccianti che non potevano raggiungere il paese.




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