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Il Feudo del Silenzio villetta con cappella privata da qualche parte in Basilicata

Dettaglio architettonico di una casa colonica abbandonata in Basilicata, anni '40

Questa struttura ha le sembianze di una casa colonale della Riforma Fondiaria o di un presidio agricolo edificato tra la fine degli anni '20 e l'inizio degli anni '50. In quel periodo, la Basilicata fu oggetto di grandi trasformazioni agricole: si costruivano case isolate per permettere ai contadini di vivere direttamente sulla terra che lavoravano, lontano dai grandi centri abitati.
È costruita in tufo o calcarenite, tipica della zona materana e del potentino. La pietra a vista, squadrata grossolanamente, serviva a mantenere la casa fresca d'estate e calda d'inverno.
È un'architettura razionalista e povera. Le cornici in mattoni rossi intorno alle finestre e alle porte non erano solo decorative, ma servivano a rinforzare i punti strutturali più deboli.
Le piccole piastre metalliche a forma di "X" che vedi sui muri sono chiavi di catena (tiranti), usate per tenere insieme le mura dopo i terremoti o i cedimenti del terreno argilloso lucano.

La Villetta Principale: Era probabilmente la casa del fattore o del proprietario terriero. Il balcone con le balaustre in cemento (che vedi nella prima foto) indica uno status sociale superiore rispetto a una semplice stalla; era il luogo da cui si sorvegliava il lavoro nei campi.
L'altro edificio (quello col cipresso): Molto probabilmente era una piccola cappella privata o un magazzino padronale. La presenza del cipresso accanto non è casuale: nell'architettura rurale del sud, il cipresso indicava l'accoglienza o un luogo sacro. Se era una chiesa, serviva per le messe domenicali dei braccianti che non potevano raggiungere il paese.



villetta abbandonata urbex style basilicata

Inquadratura dal basso che enfatizza la solitudine di una cappella rurale

cappella rurale di servizio della villetta