Se pensavi di aver visto tutto del Salernitano, Salvitelle ti dimostrerà il contrario. È un luogo dove l'architettura del 1700 sfida la logica, dove le facciate di Palazzo Grassibelli e Romanzi portano ancora i segni di antichi riti protettivi e dove il coraggio dei giovani si misura a piedi nudi sulla roccia viva.
Non fermarti alla superficie. C’è un mondo di simboli esoterici, storie di famiglie potenti come i Mucci e tradizioni che sanno di vino e sudore che aspetta solo di essere raccontato.
asseggiando per il centro storico, l'impatto visivo è dominato dalle imponenti facciate del XVIII secolo.
Palazzo Grassibelli (1730): Come indicato dall'iscrizione sul portale, questo palazzo risale al pieno Settecento. La sua facciata arancio vivace è resa unica da particolari decorazioni grigie a rilievo (tecnica dello smeriglio), con motivi geometrici ed esagonali che avvolgono l'edificio. Sopra il portone troneggia un mascherone apotropaico, una figura grottesca scolpita per scacciare il malocchio e proteggere la dimora.
Palazzo Romanzi: Un capolavoro di equilibrio architettonico che condivide con Palazzo Grassibelli le curiose decorazioni geometriche grigie sulla facciata. Il suo maestoso portale in pietra è il simbolo della maestria degli scalpellini locali, capaci di trasformare la roccia in ricami monumentali.
Palazzo Mucci: Situato in una posizione dominante, rappresentava il centro operativo di una delle famiglie di proprietari terrieri più influenti. La sua struttura massiccia, con ampi locali al piano terra per le derrate e piani nobili con balconate panoramiche, fungeva da vera "fortezza civile" per la gestione del latifondo.
La Festa di San Sebastiano: Adrenalina e Tradizione
L'unicità di Salvitelle esplode nell'ultima domenica di agosto con la festa del patrono.
La Corsa a Piedi Nudi ("Scaliati"): Un rito che risale al 1790, quando i pastori locali sfidarono i soldati francesi in una corsa su terreni impervi. Oggi i giovani rivivono quel momento correndo scalzi tra rocce e rovi, bagnando poi i piedi nel vino rosso per curare le ferite.
La Lotta Greco-Romana: Dopo la corsa, il borgo ospita sfide di lotta che richiamano antichi giochi del Pentathlon, unendo sacro e profano in una manifestazione di forza fisica e identità collettiva.
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