Nel cuore del centro storico di Salerno, tra i vicoli che profumano di storia e salsedine, sorge la Chiesa di Santa Maria de Alimundo (conosciuta anche come Santa Maria dell'Olmo). Ciò che appare è l'ombra di un passato glorioso: le poche immagini d'archivio esistenti, ormai vecchissime e che sicuramente non sono rappresentative dello stato attuale, sono l'unica testimonianza di un'architettura che il tempo e l'incuria hanno ferito profondamente.
Il termine "Alimundo" deriva quasi certamente dal nome di una famiglia di origine longobarda, gli Alimundo o Alimondo, che probabilmente fondarono la chiesa o ne ebbero il patronato nei primi secoli dopo il mille (la chiesa è attestata già nel 1057).
Alcuni studiosi hanno ipotizzato in passato che il nome potesse derivare da una corruzione di termini legati alla "purificazione" o a un "mondo altro" (Ali-Mundo), ma queste rimangono teorie meno supportate rispetto alla radice longobarda
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Il legame più forte e affascinante è quello con Masuccio Salernitano (vero nome Tommaso Guardati, 1410 circa-1475) il grande novellista del XV secolo. Secondo un'antica tradizione, mai smentita e difesa con orgoglio dagli storici locali, le spoglie dell'autore del Novellino riposerebbero proprio qui, in un loculo anonimo sotto il pavimento della chiesa.
Masuccio è una figura chiave per Salerno: con la sua penna tagliente e la sua satira anticlericale, divenne uno dei padri della narrativa rinascimentale. Ma c'è un dettaglio che eleva questa chiesa a luogo di culto per gli amanti della letteratura mondiale.
Molti non sanno che la tragedia di Romeo e Giulietta, resa immortale da William Shakespeare, affonda le sue radici proprio nelle pagine di Masuccio Salernitano. Fu lui a scrivere la novella di Mariotto e Ganozza, i due amanti che, per sfuggire a un destino avverso, ricorrono a un finto avvelenamento e a una fuga disperata.
Sebbene Masuccio ambientò la storia a Siena, la critica letteraria concorda sul fatto che il "Bardo" inglese attinse a piene mani da questa trama salernitana. Immaginare che l'ispiratore della più grande storia d'amore di tutti i tempi sia sepolto tra le mura di Santa Maria de Alimundo rende questo luogo un "santuario" laico di inestimabile valore.
Le foto che oggi cerchiamo di ricostruire e migliorare con la tecnologia sono un grido d'aiuto. La parte superiore della chiesa, con i suoi decori erosi dal vento e dal tempo, merita di tornare a splendere. Recuperare Santa Maria de Alimundo non significa solo restaurare delle pietre, ma restituire a Salerno il suo legame con Masuccio e con quella scintilla creativa che, partendo dai vicoli salernitani, è arrivata fino ai palcoscenici di Londra.
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