Siamo nel IV-VI secolo d.C., l’Impero Romano sta diventando cristiano, ma a Venosa c’è ancora una comunità ebraica che non vuole essere da meno. Quindi, invece di seppellire i morti in superficie (come facevano tutti), decidono di scavare sotterraneo, creando un labirinto di gallerie dove i defunti potevano riposare in pace (o almeno, in un posto fresco). Chi le ha fatte? La comunità ebraica locale, probabilmente con l’aiuto di qualche schiavo o artigiano esperto in scavare buche.
Perché? Perché in estate fa un caldo boia in Basilicata, e sotto terra si sta freschi. Inoltre, la tradizione ebraica preferiva le sepolture sotterranee. Quanto sono grandi? 1.500 metri quadrati di gallerie, con cunicoli così stretti che se siete claustrofobici, portatevi un sacchetto di carta.
Nel 1853, Donato Maria Transunto sta lavorando nei campi quando il suo zappo sparisce. Invece di chiamare un idraulico, decide di allargare il buco e… BOOM, si ritrova in un cunicolo buio. Dopo aver acceso una candela (perché sì, nel 1853 non c’erano le pile), scopre che dentro ci sono loculi, iscrizioni e simboli ebraici. La notizia si diffonde, e presto arrivano gli studiosi. Oggi, le catacombe sono state restaurate e sono visitabili.
Cosa c’è dentro? Sepolture, simboli e un po’ di umidità Le catacombe sono piene di roba interessante (e anche un po’ inquietante, se ci pensate troppo):
Loculi: Nicchie scavate nella roccia dove venivano deposti i morti. Immaginate di essere un ebreo del V secolo: vi infilano in una nicchia, vi chiudono con una lastra di pietra, e addio sole per sempre.
Iscrizioni in ebraico, latino e greco: Perché un morto deve essere noioso? Ecco alcune epigrafi che dicono cose tipo "Qui giace Shlomo, che amava il vino e odiava i romani" (non è vero, ma sarebbe fico).
Menorah e Shofar: Simboli ebraici scolpiti nella roccia. Se siete appassionati di Instagram ebraico, questo è il posto giusto.
Gallerie a più piani: Perché una catacomba deve essere noiosa? Quella di Venosa ha più livelli, come un condominio sotterraneo.
Se volete vedere questo posto con i vostri occhi, ecco cosa fare:
Andate a Venosa (Basilicata, non Venosa in Veneto, che è un altro posto).
Recatevi in Contrada San Rocco, dove si trova l’ingresso.
Prenotate una visita guidata (perché senza guida, vi perderete in 5 minuti).
Portate una torcia (alcune zone sono buie come la notte).
Non toccate nulla (perché sì, è un sito archeologico, non un parco giochi).
Curiosità
Le catacombe sono collegate a leggende locali su passaggi segreti verso Venosa. Forse un tempo servivano per fuggire dalle persecuzioni?
Sono state usate anche dai cristiani: Sì, avete letto bene. Tra le iscrizioni ci sono anche croci, perché a quei tempi tutti si mischiavano un po’.
Il museo vicino è pieno di reperti: Lampade a olio, monete, gioielli… tutto ciò che un ebreo del V secolo si portava nella tomba.
Sono state restaurate solo negli anni ’90: Prima erano un po’ trascurate, ma ora sono in ottimo stato.
Le Catacombe Ebraiche di Venosa sono un gioiello nascosto della Basilicata, un luogo dove storia, archeologia e spiritualità si intrecciano. Nonostante siano meno famose di altre catacombe italiane (come quelle di Roma), rappresentano una testimonianza unica della vita ebraica nell’Italia antica. Se siete appassionati di storia, archeologia o semplicemente alla ricerca di un’esperienza fuori dal comune, Venosa e le sue catacombe vi aspetta!








Social Plugin