Semi-nascosta dallo sguardo dei turisti che affollano la celebre Certosa di San Lorenzo, esiste una struttura ugualmente affascinante, imponente e intrisa di storia: la Masseria Taverna Aia Antica onestamente non so se questo sia il suo nome ma azzardo .
Mentre la Certosa incanta con i suoi chiostri infiniti, questa antica tenuta racconta il lato "terreno" e produttivo di Padula. Con la sua facciata rosso pompeiano che spicca tra gli ulivi secolari e le montagne del Vallo di Diano, è un gioiello di architettura rurale che merita di essere riscoperto.
La struttura risale probabilmente al XVIII secolo (1700), sebbene sia stata rimaneggiata nel corso del 1800. Fa parte di quel sistema di "grange" e possedimenti agricoli che orbitavano attorno alla potenza economica della Certosa di San Lorenzo.
Il Colore Rosso Pompeiano: Non era solo una scelta estetica. Il rosso, tipico delle ville nobiliari e degli edifici governativi borbonici, serviva a comunicare autorità . In mezzo al verde della piana, doveva essere visibile a chilometri di distanza: chi comandava lì era una famiglia potente.
La Struttura "a Corte": Come molte masserie fortificate del Sud, si sviluppa attorno a un grande cortile interno (l'Aia). Questo serviva sia per la lavorazione dei cereali sia come sistema difensivo: una volta chiuso il portone principale, la masseria diventava inespugnabile dall'esterno.
Curiosità : Si racconta che i briganti non toccassero mai la Certosa (per rispetto religioso), ma non avessero alcuna pietà per le masserie laiche, che consideravano simboli dei "galantuomini" che avevano tolto le terre ai poveri.
Passaggi Storici: Le sue mura hanno visto passare di tutto: dalle truppe napoleoniche che vi trovarono rifugio, ai briganti che percorrevano queste valli, fino alle famiglie contadine che per secoli hanno custodito le tradizioni gastronomiche del Cilento.
Leggende di Corte: Proprio come nella cucina della Certosa si cucinò la famosa "frittata dalle mille uova" per Carlo V, queste masserie erano le depositarie dei segreti della dieta mediterranea autentica.
Non era solo una casa, ma un vero centro di produzione industriale ante-litteram:
Stazione di Posta (Taverna): Il nome "Taverna" indica che fungeva da punto di ristoro e cambio cavalli per i viaggiatori che percorrevano la direttrice verso il Sud (la vecchia via delle Calabrie).
L'Aia e il Grano: Il termine "Aia" si riferisce all'enorme spazio esterno (uno dei più grandi della zona) dove avveniva la battitura del grano e la separazione della paglia.
Lavorazione del Tabacco: Tra il XIX e il XX secolo, divenne un centro fondamentale per l'essiccazione del tabacco, una delle colture d'oro del Vallo di Diano.
Allevamento: I locali al piano terra ospitavano stalle per bufale e mucche, mentre i piani nobili erano la residenza estiva o di controllo dei proprietari.
Di chi è oggi: Attualmente è una proprietà privata.
Come vederla: È ammirabile in tutta la sua imponenza dall'esterno



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