Le Terme Borboniche di Montecorvino Pugliano (spesso confuse o associate storicamente a quelle di San Teodoro o Santa Tecla per via della vicinanza e della stessa tipologia di acque)
Risalgono principalmente alla metà del XIX secolo (pieno periodo borbonico, circa 1840-1860), anche se lo sfruttamento delle sorgenti in quell'area era noto già nel XVIII secolo.
Furono realizzate per volontà della nobiltà locale e con il benestare del Regno delle Due Sicilie, che in quegli anni stava promuovendo lo sviluppo del termalismo in tutta la Campania (pensa anche a Castellammare o Ischia).
Si tratta di un corpo centrale in muratura di pietra calcarea e malta, caratterizzato da archi a tutto sesto e volte a botte. Questo stile serviva a garantire solidità e a gestire l'umidità dei vapori.
I ruderi oggi visibili coprono un'area di diverse centinaia di metri quadrati, immersi in un bosco. La struttura era divisa in "camerini" individuali per i bagni (le piccole aperture che vedi nelle foto) e aree comuni per il riposo.
Le Acque:
Il vero cuore del sito è l'acqua. Ancora oggi è possibile osservare le sorgenti termali che affiorano dal suolo:
Composizione: Sono acque cloruro-salso-bromo-iodiche e sulfuree.
Temperatura: Sgorgano a una temperatura costante di circa 28-30°C. Non sono bollenti (come quelle vulcaniche pure), ma sono definite "omeotermali".
Le Bolle: Quello che vedi nelle foto è dovuto al degassamento naturale: il gas (principalmente anidride carbonica e idrogeno solforato) risale dal sottosuolo attraverso le fessure della roccia, creando quell'effetto "bollicine" costante al centro delle pozze.
L'acqua assume sfumature verde smeraldo e turchese, dovute alla particolare composizione minerale e alla presenza di alghe termofile.
Il sito è ufficialmente censito dal Comune di Montecorvino Pugliano come "Stazione Termale Borbonica" ed è situato lungo la strada che collega il centro con la frazione di Santa Tecla/Faiano.
Oggi il sito è una meta imperdibile per gli amanti dell'Urban Exploration (Urbex) e della fotografia naturalistica. Il contrasto tra la pietra grigia delle strutture e il verde vibrante della natura circostante crea un'atmosfera magica, quasi spettrale ma incredibilmente affascinante.
Il sito si trova in una zona ricca di vegetazione.
⚠️ Nota bene: Essendo una struttura antica e parzialmente in rovina, è fondamentale visitarla con estrema prudenza e, soprattutto, con il massimo rispetto. Non sporcare e non danneggiare le pietre: questo è un patrimonio collettivo che attende una futura valorizzazione.





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