Esistono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato per lasciar parlare l'arte e il silenzio. Oggi vi porto alla scoperta del Convento di Sant’Antonio a Polla (SA), una perla barocca incastonata nel Vallo di Diano che merita assolutamente una visita
Fondato nel 1541, questo complesso francescano è un trionfo di bellezza. Non lasciatevi ingannare dalla facciata sobria: una volta varcata la soglia, sarete travolti da:
Il Soffitto Ligneo: Un capolavoro con pochi eguali al mondo di Michele Ragolia. 40 tele che decorano la navata, raccontando storie sacre con una maestria che lascia col fiato sospeso
Il Coro Intagliato: Uno dei più preziosi della zona, testimonianza dell'abilità artigianale dei frati e degli artisti locali.
Architettura: È un mix tra lo stile tardo-rinascimentale (la struttura esterna e il chiostro) e il barocco più sfarzoso (l'interno della chiesa).
Il Chiostro: È il cuore del complesso. Un quadrato perfetto circondato da portici con arcate a tutto sesto, decorato con un ciclo di affreschi che raccontano la vita di Sant'Antonio. Al centro si trova solitamente il pozzo, simbolo di Cristo come "acqua viva".
Il Refettorio: È uno degli ambienti più grandi del convento. Immagina una sala rettangolare imponente, lunga circa 20-25 metri, con grandi tavoli in legno dove i frati consumavano i pasti in silenzio, ascoltando la lettura delle Scritture. Spesso queste sale ospitano affreschi dell'ultima cena o scene di vita francescana.
Dimensioni: La chiesa principale è a navata unica, molto alta per permettere la visione del soffitto ligneo di Ragolia. La struttura totale copre un'area di diverse migliaia di metri quadrati, includendo le celle dei frati, la biblioteca e i giardini terrazzati che dominano la vallata.
La cripta si sviluppa principalmente sotto l'area del presbiterio e dell'altare maggiore. Non è composta da decine di stanze, ma da un percorso articolato in 2-3 ambienti principali collegati tra loro:
L'Ambiente di Sepoltura (Il cuore della cripta): È la stanza più importante. Qui si trovano le antiche nicchie dove venivano deposti i corpi dei frati francescani. In passato era comune la pratica dell'essiccazione o semplicemente della sepoltura nelle pareti della cripta per mantenere i resti all'interno del luogo sacro.
Resti Ossei: In alcune teche o zone delimitate sono conservati i resti dei frati che hanno vissuto nel convento nei secoli passati.
È un luogo che incute rispetto e che serve a ricordare il legame tra la gloria del Barocco che sta "sopra" (nella chiesa splendente d'oro) e la fragilità umana che sta "sotto".
L'Estasi di Sant'Antonio: La statua del Santo, fulcro della devozione cittadina, che emana una pace magnetica.
Passeggiare tra i chiostri affrescati e respirare l’odore dell’incenso e del legno antico è un’esperienza che rigenera lo spirito. Che tu sia un amante della storia dell'arte o un cercatore di serenità , questo luogo saprà parlarti.
Il miracolo : La Lacrimazione di del Santo inizio' alla vigilia della festa e si protrasse per diversi giorni.
Il 13 giugno: Ogni anno, durante la festa, si rievoca il miracolo, quindi la data del 13 giugno è quella che resta più impressa, a prescindere dall'anno.
La statua che vedi oggi non è un pezzo di gesso moderno. È una scultura lignea di pregio, ed è proprio la porosità del legno antico che, secondo gli scettici, potrebbe reagire all'umidità , ma per i devoti di Polla il fatto che sia accaduto proprio nei giorni della festa e in un momento di crisi sociale rimane un segno divino inconfutabile.
















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