A Caggiano, aggrappato alla roccia come un guardiano eterno, sorge un castello che sembra uscito da una fiaba medievale. Non è solo pietra e calce: è un racconto sussurrato dal vento del Vallo di Diano.
Le radici della fortificazione affondano nel IX-X secolo, ma è con l'arrivo dei Normanni che Caggiano diventa un baluardo strategico.
Il Tocco del Guiscardo: Fu proprio sotto l'influenza di Roberto il Guiscardo (XI secolo) che il castello venne potenziato per proteggere i confini del principato.
I Signori di Caggiano: Un atto di donazione del 1092 cita Guglielmo di Caggiano, imparentato con la famiglia del Guiscardo, come colui che diede forma a questa imponente opera difensiva.
La Prova del Fuoco: La solidità delle sue mura è leggendaria. Nel XVI secolo, il castello e il borgo fortificato riuscirono a resistere persino all'assedio dell'esercito dell'imperatore Carlo V.
Le Tre Torri e le Porte del Ponte: Il lato orientale, l'unico non protetto naturalmente dal burrone, è presidiato da tre massicce torri cilindriche. Qui si trovano le antiche porte d'accesso, chiamate popolarmente in dialetto "ncap' lu pont" e "'mmocca lu pont" (all'inizio e alla bocca del ponte)
I Cavalieri Templari: Caggiano non era solo una fortezza, ma una tappa cruciale per i pellegrini e i cavalieri diretti in Terra Santa. Si dice che i Templari trovassero qui rifugio e rifornimenti prima di imbarcarsi dai porti pugliesi.
Accesso: Buona parte della struttura è di proprietà comunale e ospita mostre d'arte contemporanea, convegni e l'Antiquarium (con reperti preistorici e di epoca romana).
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