Dimenticate le solite grotte piene solo di stalattiti. Qui, appena gli occhi si abituano alla penombra, le pareti iniziano a parlare. Siamo di fronte a un ciclo di affreschi del XIV secolo (parliamo del 1300, ragazzi!) che racconta la vita di Sant'Antonio Abate.
La cosa che mi ha colpito di più? Sembra un Graphic Novel dell'epoca. Le figure sono espressive, i colori – nonostante i secoli – hanno ancora una forza pazzesca. È uno di quei rari posti dove l'arte rupestre non è "distante", ma sembra quasi di poter toccare con mano la devozione di chi, secoli fa, stava lì a dipingere nel silenzio della roccia.
Due numeri per orientarsi
Quanto è grande? Il complesso è composto da diverse cavità . La grotta principale è un ambiente suggestivo, non enorme ma densissimo di dettagli.
Si può entrare? Assolutamente sì! Ma un consiglio da amico: contattate la Pro Loco o il Comune di Oppido Lucano. Una guida locale vi racconterà aneddoti che su Google non si trovano (tipo i segreti dei monaci che vivevano qui).
Perché andarci (oltre alle foto fighissime per Instagram)
Perché la Basilicata non è solo Matera. Oppido Lucano è un borgo autentico, di quelli dove se ti fermi a chiedere un'informazione rischi di finire a bere un bicchiere di vino a casa di qualcuno. La Grotta di Sant'Antuono è il cuore spirituale e storico di questa zona: un mix di misticismo e arte che ti ricarica le pile.
Il mio consiglio pro: Dopo la visita, perdetevi tra le stradine del borgo. La luce del tramonto sulle pietre di Oppido è qualcosa di magico.










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