Esistono luoghi dove ogni pietra ha un nome e ogni porta nasconde un segreto. Oliveto Lucano, incastonato tra le foreste del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, è uno di questi. Se cercate una meta che unisca l'archeologia rurale a tradizioni che profumano di grano e legno, siete nel posto giusto.
Ecco tre curiosità che vi faranno venire voglia di preparare le valigie ora stesso.
1. I Portoni di Bacco: Capolavori di Quercia e Astronomia
Non chiamateli semplicemente "porte". I Portoni di Bacco sono vere opere d'arte nate tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
Di cosa sono fatti? Rigorosamente in legno di quercia locale, scelto per la sua resistenza millenaria.
Chi li ha fatti? Furono scolpiti dai maestri artigiani del borgo, che tramandavano tecniche d'intaglio uniche.
Il segreto: La loro costruzione non era lasciata al caso. Gli artigiani seguivano le fasi lunari per il taglio e la lavorazione del legno e utilizzavano l'olio di lino per proteggerlo. I moduli geometrici e i rosoni intarsiati servivano sia per la ventilazione delle cantine (fondamentale per la conservazione del vino) sia come simbolo del prestigio delle famiglie che li commissionavano.
2. Il Frantoio Ipogeo: Una Cattedrale nel Sottosuolo
Sotto il centro storico di Oliveto si nasconde una città parallela. Il Frantoio Ipogeo è una straordinaria testimonianza di ingegneria contadina, risalente a secoli in cui l'olio era considerato "oro lampante".
Perché sottoterra? Non era per nascondersi, ma per mantenere una temperatura costante (mai sotto i 6°C), ideale per evitare che l'olio solidificasse durante la lavorazione invernale.
Vita sotterranea: Questi ambienti ospitavano per mesi operai e animali (asini o muli per le macine), che vivevano quasi in isolamento fino a produzione finita. Ancora oggi si possono osservare i resti dei focolari e delle mangiatoie scavati nella roccia.
3. Le Pupe di Pasta (A’ Pipua): Le Bambole di Pasqua
Nate in un’epoca in cui un giocattolo era un lusso, le Pupe di Pasta sono il simbolo della Pasqua di Oliveto.
La struttura segreta: Ogni pupa è costruita attorno a un’anima di canna stagionata (alta circa 30-35 cm) che viene poi rivestita di pasta.
Ingredienti e decori: Farina, uova e acqua vengono modellati per creare capelli a treccia, mantelle e grembiuli. Gli occhi? Spesso sono semplici acini di pepe, mentre la bocca è un pezzetto di peperoncino crusco.
La tradizione: Venivano regalate alle bambine come dono beneaugurante (per la fertilità e la rinascita) e non venivano mangiate subito, ma esposte in cucina per mesi come portafortuna.
Oliveto Lucano è un viaggio per chi sa ancora meravigliarsi davanti ai dettagli.
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