Il complesso, comunemente chiamato "Castello" di Camerota , ad esser pignoli e' un Palazzo Marchesale con funzioni residenziali e difensive
Nel 1518: Viene edificata la Torre Layella (o Lajella) per volere di Bernardino di Sangro, con scopi di avvistamento costiero.
1776: Il Marchese Orazio Marchese, quinto e ultimo signore feudale di Camerota, fa costruire il Palazzo vero e proprio, inglobando la preesistente torre cinquecentesca sul lato est.
XIX-XX Secolo: Il palazzo funge da residenza estiva dei marchesi. Nel 1947 viene venduto a privati
Nel 2022 il palazzo viene acquisito dal Comune di Camerota uffucialmente
Il palazzo si sviluppa su una pianta complessa che integra elementi militari e residenziali:
Superficie: L'edificio è imponente, con un atrio interno lastricato in pietra che ospitava un tempo un pozzetto decorato con figure simboliche (Diana cacciatrice).
Elementi Architettonici Visibili
La Torre Layella: Sulla sinistra domina la torre a pianta quadrata, elemento più antico del complesso (XVI secolo). Presenta una terminazione con merlatura guelfa e una serie di piccoli archetti pensili decorativi subito sotto la linea del tetto.
Il Corpo Centrale: L'edificio si estende verso destra con un lungo loggiato superiore caratterizzato da una sequenza serrata di archi a tutto sesto, tipici dell'architettura nobiliare settecentesca, che alleggeriscono la struttura massiccia in pietra.
Muratura: La facciata è realizzata in pietra locale a vista, con evidenti segni di stratificazione storica. Sono visibili diverse aperture (finestre e feritoie) distribuite in modo irregolare, testimonianza dei vari rifacimenti avvenuti nei secoli.
Vegetazione: In primo piano e lungo il perimetro, la struttura è circondata da fitta macchia mediterranea, con alberi di ulivo e arbusti rampicanti che incorniciano la pietra grigio-dorata del palazzo.
Interni: Presentava una cappella privata con reliquie e dipinti, purtroppo andati dispersi durante gli anni di abbandono.
Stato: Attualmente la struttura è oggetto di progetti di restauro e consolidamento. Gli interni sono in gran parte fatiscenti a causa delle infiltrazioni e degli anni di mancata manutenzione.
Visitabilità : Ad oggi, l'accesso agli interni è limitato a causa dello stato dei solai e delle scale. Tuttavia, la Corte esterna viene frequentemente utilizzata durante la stagione estiva per eventi culturali, concerti (come il "Camerota Festival") e letture pubbliche.
Il nome del borgo e del castello è legato alla ninfa Kamaraton. La leggenda vuole che Palinuro, nocchiero di Enea, se ne fosse innamorato. Al suo rifiuto, Palinuro morì per il dolore. La dea Venere, per punire l'insensibilità della ninfa, la trasformò nella roccia su cui oggi sorge il borgo di Camerota, condannandola a guardare per l'eternità il mare dove il suo amante annegò.
Social Plugin