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Il monastero dove il tempo si è fermato all'anno mille in prov Sa

vista della struttura che resiste al tempo che scorre


l monastero di Sant'Elia affonda le sue radici nell'Alto Medioevo, ma la struttura che vediamo oggi è figlia di una storia stratificata. Fu gestito prevalentemente dai Monaci Benedettini (e successivamente dai padri dell'ordine dei Cappuccini in diverse fasi).
Il monastero si erge su un'altura che domina la zona , incastonato tra la vegetazione che lo ha letteralmente inghiottito dopo l'abbandono definitivo avvenuto nell'800 a causa delle leggi napoleoniche. Oggi, raggiungerlo richiede una scarpinata tra sentieri non segnati; è visibile dalla valle come una corona di pietra che spunta dal verde, ma per entrarvi serve lo spirito di un archeologo.


Le prime tracce documentali risalgono all'XI secolo, ma fu tra il 1500 e il 1600 che visse il suo massimo splendore architettonico, venendo quasi interamente ricostruito per assumere l'imponenza di un palazzo nobiliare.

Furono le potenti famiglie locali a finanziare l'ampliamento, vedendo nel monastero non solo un luogo di fede, ma un presidio di controllo sul territorio.

ostruito interamente in pietra calcarea e malta antica, il monastero mostra oggi le sue "viscere". La struttura è un esempio magistrale di ingegneria pre-industriale:
Le Volte a Crociera: Nonostante il crollo dei tetti, alcuni scheletri di pietra sfidano ancora la gravità, incorniciando il cielo come occhi aperti sul vuoto.
Il Chiostro Divorato: La natura ha trasformato il vecchio cortile interno in una giungla impenetrabile. Radici tenaci si insinuano tra i conci di pietra, agendo come una morsa che tiene insieme e, allo stesso tempo, frantuma le mura.

Era  un complesso mastodontico che copriva migliaia di metri quadrati. Era organizzato come una macchina perfetta:

Il Piano Terra (La Vita Operativa): Qui si trovavano le enormi cucine, il refettorio e le aree di stoccaggio. La ricchezza del monastero derivava dalla produzione di olio e vino, grazie ai vasti terrazzamenti circostanti.

Il Chiostro Centrale: Il cuore pulsante, un quadrato perfetto circondato da archi in pietra dove il silenzio era d’obbligo.

Il Piano Superiore (La Clausura): Ospitava decine di celle. Ogni monaco aveva una piccola finestra che guardava verso la valle, una scelta architettonica per ricordare la grandezza del creato.

Leggende e Curiosità: Il Brivido del Mistero

  • Il Monaco Senza Nome: Si narra che un monaco, punito per aver infranto il voto di silenzio, sia stato murato vivo in una delle intercapedini del piano terra. Gli esploratori giurano di sentire ancora dei colpi ritmici contro le pietre durante le notti di vento.

  • I Tunnel di Fuga: La leggenda più persistente riguarda un sistema di cunicoli che scendeva per chilometri fino al castello vicino. Questi tunnel servivano per mettere in salvo i tesori della chiesa durante le incursioni dei saraceni.

  • Le Erbe Magiche: Si dice che nei giardini del monastero crescano ancora piante officinali rarissime, piantate secoli fa dai monaci speziali, che hanno proprietà curative (o velenose) sconosciute alla scienza moderna.



quallo che si vede dalla stradina che conduce al monastero

Un’immagine ad alta risoluzione che rivela la texture millenaria delle pareti in pietra calcarea

una stanza semi crollata

Questa immagine cattura la maestosità degli archi del piano terra

ancora un particolare degli archi

probabilmente la chiesa o meglio cio' che ne resta

Un dettaglio tecnico ravvicinato che mostra la struttura della muratura mista.

Questa veduta panoramica mostra il contrasto netto tra la precisione delle linee architettoniche del monastero e l’avanzare inesorabile del bosco.