Nel post precedente parlavamo di quante bellezze nascoste ci circondino, spesso ignorate perché fuori dalle mappe del turismo di massa. Mi avete sfidato a mostrarvele? Sfida accettata. Inizia oggi il primo di una lunga serie di tour dove vi darò la prova che l’avventura vera è a due passi da casa.
Quello che vi propongo oggi è un itinerario in pieno stile Wildex: un viaggio che fonde la componente Overland, il Trekking tecnico, l’Urbex e il fascino dei borghi storici. Puntiamo i fari verso i Monti Alburni, definiti le "Dolomiti del Sud" per le loro imponenti pareti calcaree bianche che dominano il Parco Nazionale del Cilento.
1. Petina: Il Sipario si alza tra i Ruderi
Il tour parte da Petina . La nostra prima sosta è pura adrenalina per gli amanti dell'abbandono: il Monastero di Sant’Onofrio ([link]). Qui si respira un’atmosfera medievale densa e silenziosa, perfetta per sintonizzarsi con lo spirito del viaggio.
Poco distante dal centro abitato, un sentiero ci conduce nella Valle dei Mulini ([link]). Qui troviamo un mulino a ruota orizzontale che, nonostante l’abbandono, è rimasto incredibilmente integro. Osservare il mulino accanto alla sua chiesetta e al lavatoio è come sbirciare in una macchina del tempo che racconta la vita dura e ingegnosa di questi luoghi.
2. Verso la Vetta: Overland e il Guardiano di Pietra
Lasciamo i mulini per risalire verso l’Osservatorio Astronomico ([link]) . (link2) La strada di montagna è interamente asfaltata, dunque fruibile da ogni mezzo, ma regala panorami selvaggi e aria purissima. Lungo il percorso, la sosta obbligatoria è all’Antece ([link]), (link2) il leggendario "Guardiano di Pietra" degli Alburni scolpito nella roccia.
Se le gambe reggono, abbandoniamo i mezzi per una deviazione verso le Cascate dell’Auso ([link]): (link 2) un salto d'acqua spettacolare incorniciato da antichi mulini che sembrano far parte della roccia stessa.
3. Sant’Angelo a Fasanella: Una Cartolina Medievale
Seguendo la "strada maestra" si giunge a Sant’Angelo a Fasanella ([link]). È un borgo difficile da descrivere, va visto. Tra castelli, chiese di campagna e scorci medievali, assicuratevi di avere la memoria della fotocamera libera. Ma il vero cuore pulsante è la Grotta di San Michele Arcangelo ([link]): un santuario rupestre di una bellezza e solennità disarmante.
4. Il Ritorno: Grotte, Castelli e Ferrovie Fantasma
Non abbiamo ancora finito. Sulla via del rientro, la dose di avventura aumenta:
Grotte di Castelcivita : Un’immersione nelle viscere della terra tra spettacolari formazioni carsiche.
Il mulino a torre sul fiume Calore (link) l sentiero che porta lì si snoda tra vegetazione fitta, rocce, e scorci sul fiume Calore che fanno venir voglia di fermarsi a ogni passo. È un percorso perfetto per un trekking leggero ma appagante, con quell'atmosfera di scoperta che rende ogni rovina un piccolo tesoro.
Castello Giusso di Sicignano degli Alburni ([link]): Una fortezza che domina la valle. Da qui parte la "Scala di Santa Domenica", un sentiero che offre una vista mozzafiato sulle pareti bianche del massiccio.
Galdo di Sicignano ([link]): Un borgo sospeso tra i murales moderni e i ruderi della parte vecchia e la big bench la panchina gigante!
Sempre in zona Sicignano se avete voglia di un esperienza urbex super adrenalinica vertiginosa, ci sarebbe l ex ponte spezzato (Link)
Archeo-Trekking sulla Ferrovia Fantasma ([link]): (link2) Per chi cerca l'emozione forte, cammineremo sulla tratta abbandonata Sicignano-Lagonegro. Caselli deserti, gallerie oscure e un ponte monumentale del 1886: un mix di altezze vertiginose e fascino decadente.
5. La Sorgente della Storia: Fontana della Regina
Prima di chiudere questo primo grande anello, facciamo tappa alla Fontana della Regina ([link]), situata tra Petina e Sicignano. Eretta nel 1793 da Ferdinando IV di Borbone, è il luogo ideale per rifocillarsi con l'acqua gelida che un tempo dissetò la regina Maria Carolina d’Austria.
Dopo tutti questi giri, la stanchezza è inevitabile, ma la soddisfazione di aver scoperto l'anima delle Dolomiti del Sud non ha prezzo. Abbiamo appena grattato la superficie: c'è ancora molto da vedere, dai pic-nic sul Fiume Tanagro ai segreti nascosti nelle pieghe di questi monti.
Preparate lo zaino, perché questo è stato solo l'inizio.
Al prossimo tour!
Social Plugin